Vorlage:1957 Rezensionen Verantwortung. Gedanken zur jüdischen Frage

Aus Romano-Guardini-Handbuch
  • [1957-000] [Italienisch] Giorgio Romano: Rezension zu Guardini, Responsabilità, in: La Rassegna mensile di Israel, 23, 1957, S. 95 [neu aufgenommen] – [Rezension] - https://books.google.de/books?id=5W1EwXaSV2UC :
    • S. 95: „In questo volumetto di uno scrittore dal nome italiano ma di lingua tedesca, ottimamente tradotto e ben presentato, l'A. raccoglie due conferenze tenute in occasioni diverse. Qui ci interessa soltanto la prima: „Riflessioni sulla questione ebraica“ tenuta nella primavera del 1952 all'Associazione studentesca di Tübingen . L'importanza di questo discorso non sta tanto, a nostro avviso, nella condanna dell'eccidio degli Ebrei compiuto dal III Reich, che può sembrare un tema ovvio e facile, quanto nel tentativo di studiare le cause e la portata del fenomeno e di esaminarlo alla luce di altre manifestazioni del mondo moderno. Sotto questo profilo lo studio del Guardini, che potrebbe sembrare un po' freddo e compassato, si anima di un profondo calore umano e diventa una efficace e logica accusa contro ogni attentato alla inviolabilità e alla libertà della vita umana. Con attenzione l'A. si sofferma a indagare lo svolgimento storico del fenomeno e asserisce che «non si tratta più di lotta , ma di sterminio. Non sono avversari sconfitti e nuovi rapporti di potenza affermati, ma intere classi sociali e parti di popolazioni eliminate. E non sotto l'impeto di passioni, di odi scatenati, ma perseguendo un programma politico-sociale. Vien stabilito a mente fredda che questi e questi gruppi economici, sociali, etnici, non debbono più esistere. E non già perchè fecero del male». Nell´esame di questa impassibile Ragion di Stato che trascura il diritto umano all´esistenza e raggiunge le più feroci aberrazioni, il Guardini ha pagine molto felici e si sofferma con acutezza sulle manifestazioni che il fenomeno ha ed ha avuto in altri Paesi, indipendentemente dalla loro forma di governo, e crede di identificare la novità del fenomeno stesso nel fatto che (pag. 21) «il calcolo politico dello Stato si unisce alla tecnica prendendo questo termine in senso lato, per significare un apparato costruito scientificamente e oltrepassa ogni confine tracciato dalla sovranità divina e dalla dignità umana». Romano Guardini, che nel suo breve studio istituisce probanti confronti e si mostra preoccupato delle manifestazioni più recenti della statolatria, in cui viene spezzato ogni rapporto tra diritto e dovere, si chiede anche qual riparo si possa porre al male di cui le mostruosità compiute dal popolo tedesco verso gli Ebrei sono state solo la manifestazione più violenta e meglio organizzata, e se non trova (e non avrebbe potuto trovarlo nella sede in cui parlava) un rimedio da additare indica nel dovere di riconoscere la colpa e di esaminarla una prima via per correre ai ripari. A pag. 37 egli scrive infatti «Se una colpa della res publica non viene riconosciuta, condannata e in qualche modo espiata, diventa una forma continuamente ricorrente del costume e distrugge l'esistenza politica». Questo discorso tenuto davanti a una associazione di studenti tedeschi è stato, a ragione, tradotto e meriterebbe di essere diffuso e meditato. Sarebbe giusto e opportuno che, nelle nostre scuole e nelle nostre Università, i fatti storici venissero insegnati anche nei loro aspetti più profondi e significativi, nelle loro possibili conseguenze e per quello di cui sono indice e testimonianza, anche per far meditare come «nella storia dei nostri ultimi vent'anni c'è qualcosa di mostruoso che non è stato ancora completamente superato.“
  • [1957-000] Kurt Ihlenfeld: Rezension zu: Guardini, Verantwortung. Gedanken zur jüdischen Frage, in: Evangelische Welt. Informationsblatt für die evangelische Kirche in Deutschland, Bielefeld, 1957, 16. August [Mercker 3685] - [Rezension] - [noch nicht online]